Agitu, sei stata un dono al Trentino

Agitu Ideo Gudeta (Foto giornale “Trentino”)
L’articolo di Vincenzo Passerini su Agitu Ideo Gudeta pubblicato sul quotidiano “Trentino” giovedì 31 dicembre 2020.
Agitu Ideo Gudeta (Foto giornale “Trentino”)
L’articolo di Vincenzo Passerini su Agitu Ideo Gudeta pubblicato sul quotidiano “Trentino” giovedì 31 dicembre 2020.
Fuga in Egitto (Palermo, Cappella Palatina, XII secolo).
Ieri (mercoledì 28) c’è stata la presentazione online del Dossier statistico immigrazione 2020 di Idos (il più autorevole, insieme a quello di Caritas-Migrantes).
L’altro ieri Migrantes ha presentato il Rapporto italiani nel mondo 2020.
Due dati: gli immigrati in Italia sono 5.306.500, gli italiani emigranti 5.486.081.
Habiburahman
Tanti popoli stanno vivendo un momento drammatico. Per il Covid 19, per le guerre, le oppressioni, la miseria.
Ma nessuno patisce un martirio come i Rohingya.
Non riconosciuti, perseguitati, massacrati, costretti a fuggire dal loro Paese, il Myanmar (ex Birmania) del Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, i Rohingya sperano che le elezioni dell’8 novembre prossimo portino qualche cambiamento. Sperano con la forza della disperazione.
Con la cancellazione delle norme più disumane dei decreti cosiddetti “sicurezza”, approvata dal governo lunedì notte 5 ottobre, l’Italia torna ad essere un paese civile.
Non sarà più respinta, ad esempio, una persona verso uno Stato quando rischi di subire “trattamenti inumani o degradanti”, non solo la tortura, è scritto nell’art. 1 del nuovo decreto.
Un popolo e un tribunale hanno aperto in questi giorni un altro squarcio nel muro di discriminazione verso gli stranieri sul quale la destra italiana e internazionale ha costruito in questi anni le sue fortune elettorali. E hanno riaffermato il principio dell’uguaglianza tra gli esseri umani. Domenica 27 settembre il popolo svizzero ha bocciato il referendum anti immigrati, tra i quali ci sono moltissimi italiani, sostenuto dalla destra, Lega in testa (Lega anti italiani? Certo).
Don Roberto Malgesini
I preti di strada sono gli ultimi rivoluzionari rimasti.
E don Roberto Malgesini, 51 anni, ucciso martedì a Como da una persona povera e fragile che lui aiutava, era un vero rivoluzionario.
Due fratelli violenti, nullatenenti, ma coi suv, bella vita. Tra sabato e domenica, a Colleferro, alla periferia di Roma, hanno ammazzato a calci in viso un ragazzo di 21 anni, Willy Monteiro Duarte.
Un ragazzo tranquillo, che imparava a fare il cuoco, lavorava in un ristorante, giocava a calcio. Era intervenuto a far da paciere in una rissa per proteggere un amico.
Adesso tutti possono capire di più le “strane” caratteristiche delle migrazioni. Proprio in un momento difficile come questo. Lasciamo stare le propagande e atteniamoci alla realtà. Nella realtà succede che in questo momento di grave crisi economica e occupazionale mancano decine di migliaia di lavoratori. In decisivi settori produttivi. Gli imprenditori sono disperati perché se i lavoratori stranieri non arrivano sono guai.
Se un preside o un autista di autobus o un dirigente d’azienda o un infermiere commettessero atti irrazionali e irragionevoli con pesanti conseguenze per gli studenti, i passeggeri, i lavoratori, i malati cosa accadrebbe?
È facile immaginarlo. Indignazioni, proteste, punizioni, cause giudiziarie, magari licenziamenti. E la pubblica gogna. Non così per i politici.
Con un giudizio durissimo, la Corte Costituzionale ha bocciato la norma del primo decreto “sicurezza” che impedisce ai richiedenti asilo di ottenere l’iscrizione anagrafica in un Comune. La norma è stata definita dalla Corte “irrazionale” e “irragionevole”.
Lavoratori, non schiavi. Persone, non braccia. Esseri umani, non robot usa e getta.
A quanti lavoratori immigrati la sanatoria in corso, per la quale le domande scadono il prossimo 15 agosto, restituirà un minimo di dignità? E quanti ne rimarranno esclusi?
Giulio Regeni
I crimini umanitari, come i naufragi dei migranti e il loro respingimento nelle mani insanguinate dei libici, o come nel caso del giovane Regeni, ucciso il 26 gennaio 2016 per mano degli egiziani, sono l’altra faccia degli affari.
Egitto e Libia, nonostante i crimini, continuano ad essere nostri privilegiati partner economici.
Per le armi, il petrolio, il gas e tante altre merci.
Gli elicotteri italiani in uso all’esercito turco del “cattivo” Erdogan sono macchine micidiali. Un’arma insostituibile per il secondo esercito della Nato (29 Paesi). Sono gli Agusta A 129 Mangusta, prodotti in Italia o costruiti in Turchia su licenza della Leonardo italiana, la nostra azienda di Stato. Florida azienda. Le “prodezze” dell’elicottero contro i curdi sono state filmate dai turchi nel febbraio di due anni fa.
Nulla è cambiato per i migranti detenuti nei lager libici. Ricatti, violenze, torture, morte continuano. L’ha ribadito nei giorni scorsi Antonio Guterres, Segretario generale delle Nazioni Unite nel suo periodico rapporto (datato 15 gennaio) al Consiglio di sicurezza sulla situazione in Libia. Ma l’Europa e l’Italia, che finanziano quei lager, fanno finta di nulla.
Borgo Valsugana, ha scritto Marika Caumo sul “Trentino” di giovedì scorso, 16 gennaio, in un documentato servizio, “festeggia il primato: superati i 7 mila residenti”. Grazie agli immigrati stranieri. E il sindaco di centrodestra, Enrico Galvan, è felice per questo “dato storico”, a lungo inseguito e finora mai raggiunto. Grazie agli immigrati stranieri, Borgo ha invertito la rotta di un inesorabile declino che sta spegnendo molti paesi del Trentino.
In molte scuole si sta ricordando lo sterminio degli ebrei da parte del regime nazista. E la collaborazione del regime fascista a questo spaventoso crimine. Ma il vero problema, oggi, non sono i giovani che non sanno, sono gli adulti che dimenticano. Dimenticano, e tradiscono i valori in cui sono cresciuti. La tragedia di oggi è il tradimento degli adulti. Contro i traditori della memoria Primo Levi scagliò a suo tempo una terribile invettiva: “Vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi”.
Il copione, uno sciagurato copione, è già scritto. Se la guerra Usa-Iran ci sarà. Alla fine resteranno solo morti innocenti, profughi, vedove, orfani, invalidi, rovine. Sarà un altro fallimento politico americano nel Vicino Oriente e in Libia. L’Europa ne pagherà le conseguenze. L’Italia con essa. E anche più di essa.
Le spaventose tragedie dei migranti nel Mediterraneo (1. 287 esseri umani annegati nel 2019, almeno quelli accertati), conseguenza di quelle guerre, hanno sconvolto e sconvolgeranno il nostro Paese più di altri, inevitabilmente. I nostri sovranisti saranno ridicolizzati, ancora una volta.
I pacifisti avevano ragione, i guerrafondai torto. I veri realisti erano quelli che si opponevano alla guerra, dicendo che avrebbe aggravato i problemi. Gli illusi, i “sognatori”, erano quelli che la volevano, dicendo che i problemi li avrebbe risolti. Il disastro umano e politico della guerra degli Stati Uniti e dell’Occidente all’Afghanistan è sotto gli occhi di tutti. Uno spaventoso fallimento. Col suo strascico impressionante di morti, feriti, profughi e poi di nuove guerre, nuovi morti, nuovi feriti, nuovi profughi, a milioni, nei Paesi limitrofi del Vicino Oriente.
“Se siamo cresciuti è per loro”. Lo dice senza giri di parole Monica Martinelli parlando dei profughi e dei migranti che lavorano presso il panificio in Val di Gresta di cui è proprietaria insieme al marito Fabrizio Sterni. Un’azienda di successo.
Le persone dovevano passare la notte in strada per potere accedere agli sportelli della Questura prima che nascesse il Cinformi (Centro informativo per l’immigrazione). Era una situazione incivile, indegna di una città come Trento. Bisogna raccontarla questa storia nel momento in cui il potere leghista distrugge il Cinformi.
Non riuscire a capire le persone in mezzo alle quali ti trovi a vivere, e a farti capire da loro, è un incubo. Imparare la lingua del luogo è il primo passo per inserirsi in una comunità. Il fatto che la Giunta provinciale abbia eliminato un anno fa i corsi di italiano per i rifugiati dà la misura dell’inciviltà di chi ci governa.
Jo Cox, deputata laburista di 41 anni, con due figli di tre e cinque anni, fu assassinata il 16 giugno del 2016 nei pressi della città di Leeds, in Inghilterra, al culmine di una campagna di odio scatenata nei suoi confronti da parte di nazionalisti dell’estrema destra.
Come è possibile che l’Italia rinnovi l’accordo con la Libia sui migranti, che verrà confermato tacitamente il 2 novembre prossimo se una delle due parti non lo mette in discussione, quando le stesse autorità libiche sono sotto accusa per aver trasformato i centri di accoglienza in prigioni-lager dove si tortura e si uccide per estorcere denaro ai migranti?
In questi giorni, due fatti clamorosi, apparentemente distanti, ci ricordano la medesima verità: che le politiche estere occidentali (anche le altre, ma parliamo delle nostre), ammantate di valori altisonanti, sono spesso delle manifestazioni del più squallido cinismo e che a pagarne il prezzo sono sempre i più deboli, le persone prive di tutto, i profughi.
Troppi pio pio e troppi silenzi accompagnano gli atti xenofobi e razzisti del governo provinciale leghista. C’è una corsa al non dire. Non mancano le voci che si oppongono. Ma il Trentino si rivela in tutto il suo supino splendore. Dall’alto in basso. Imprenditori silenti, chiesa silente, cultura silente, scuola silente, politica pio pio, organi di informazione all’acqua di rose. E intanto, atto dopo atto, il governo provinciale leghista esclude, discrimina, caccia. Chi è il nemico? Lo straniero.
In un nuovo spaventoso naufragio accaduto ieri nel Mediterraneo sono morte almeno 65 persone che dalla Libia erano partite per l’Italia in cerca di un futuro migliore.
I pescatori tunisini ne hanno salvato per fortuna molte altre. I pescatori hanno conservato la pietà che i nostri governanti hanno perduto. Il governo italiano è arrivato al punto di punire chi salva esseri umani che stanno annegando.
Un giorno Samba Kebbeh, giovane proveniente dal Gambia e accolto come rifugiato nel paese di Valle San Felice, 260 abitanti, frazione del Comune trentino di Mori, disse a Manuela Ciaghi, volontaria: «In marzo si sposa mia sorella Delam. Noi non abbiamo un padre e nemmeno una madre. Io non posso andare in Gambia per accompagnarla
Foto da peacelink
Mediterraneo blindato, soccorsi delle Ong impediti, marina militare italiana frenata, navi con naufraghi bloccate nei porti o in mare. Crollano gli arrivi dei profughi. Grandi sospiri di sollievo. Ma i nostri sospiri di sollievo sono le loro urla di dolore. Che non ci facciano dormire la notte.
Davide contro Golia. Vincerà un giorno Davide, il migrante? Un giorno vincerà. Forse alla seconda, più probabilmente alla terza, di sicuro alla quarta generazione. I suoi figli, i suoi nipoti, i suoi pronipoti e quelli che verranno dopo vinceranno. Lo dice la storia dell’umanità, quella dei Davide italiani in primo luogo.
Ma adesso Davide, il migrante, è un essere troppo debole. È vero, ha coraggio da vendere, ha attraversato deserti e mari, superato un’infinità di pericoli, lasciato tutto per un sogno. Ma si trova davanti un Golia subdolo, sleale, vigliacco. Il Golia informazione-propaganda. Che spara da dentro un carro armato. Che duello è mai questo? Lui, con la fionda?
L’anno che ci stiamo lasciando alle spalle ha visto lo spirito di umana solidarietà umiliato e offeso dal nuovo potere politico. Con parole, comportamenti, leggi. Ma ha visto anche un bel pezzo di società reagire con coraggio a questa degenerazione e affermare con parole, comportamenti e azioni che non intende abbandonare la solidarietà nelle mani dei suoi distruttori.
Foto Centro Astalli
Quanti ne lasceremo morire?
Ieri sono morti altri 100 esseri umani nel Mediterraneo, nel mare di Libia, mentre i capi d’Europa litigavano su come non salvarli. Non li salvi tu? Non li salvo nemmeno io. Infinita miseria d’Europa.
Mamma mia dammi cento lire – Los Nadies – Il sergente degli stranieri – Fraternité – In Libia – Vulnerabili – Venezia – Padri costituenti – Aleppo – Il suo presidente – Laggiù – L’attesa – Lettera ai giudici – In sanguine – Beatitudini.