“Testimonianze come lievito per l’umanità” (di Luigi Longhi)
La recensione di Luigi Longhi di Tracce nella nebbia. Cento storie di Testimoni uscita su “l’Adige” il 13 dicembre 2021.
La recensione di Luigi Longhi di Tracce nella nebbia. Cento storie di Testimoni uscita su “l’Adige” il 13 dicembre 2021.
Con l’intervento, oltre che dell’autore, di Beatrice Taddei Saltini, dell’Atlante dei conflitti e delle guerre, e di Paolo Mantovan, vicedirettore del quotidiano “Alto Adige, un gruppo di associazioni impegnate sul fronte della pace e dei diritti umani promuove a Rovereto la presentazione del libro “Tracce nella nebbia. Cento storie di testimoni”. L’appuntamento, patrocinato dal Forum trentino per la pace e i diritti umani, è giovedì 16 dicembre 2021 alle ore 20.30 presso il Centro Civico del Brione.
Sabato 11 dicembre presentazione a Trento di “Tracce nella nebbia. Cento storie di testimoni”, con alcuni familiari di testimoni e, in streaming da Roma, il direttore de “L’Espresso” Marco Damilano.
A Rovereto presentazione il 16 dicembre.
Ecco i volti di alcuni dei 100 testimoni…
Mai nostalgico, sempre proiettato in avanti, così ricordiamo Achille Ardigò, grande figura di intellettuale della seconda metà del Novecento.
Mai deluso, sempre pronto a ripartire e a incoraggiare gli altri, sempre disponibile e dare loro una mano, con la sapienza e la presenza.
Mai pessimista, sempre alla ricerca di possibili piste di cambiamento e di azione concreta.
La nuova casa editrice ViTrenD, di Trento, annuncia l’imminente pubblicazione di “Tracce nella nebbia. Cento storie di Testimoni” di Vincenzo Passerini. ViTrenD è un marchio di “Vita trentina”. Il catalogo della casa editrice comprende altre novità:
È in libreria “Tracce nella nebbia. Cento storie di Testimoni”, il nuovo libro di Vincenzo Passerini.
I testimoni, scrive nella prefazione Marco Damilano, “sono tracce nella nebbia, sono impronte nel deserto, sono segnali nel buio, ti mostrano la strada che loro hanno percorso per primi, spesso cercandola da soli, guidati dalla loro coscienza nel momento di dire un sì o un no, animati dalla passione per la vita.”
“Se qualcuno vuole veramente “mordere” l’esistenza dovrà fare, prima o poi, l’esperienza del digiuno.
Astenersi dal mangiare – vedremo subito in che modo – è veramente un mettersi alla prova, un misurare la nostra determinazione nel prendere in mano la nostra vita. “ (Fabio Bonafé)
“Jägerstätter rinunciò alla propria vita piuttosto che toglierla agli altri.
Il suo ragionato e fermo rifiuto di combattere per la Germania era il modo di realizzare politicamente il suo desiderio di essere un perfetto cristiano.
Alcuni che lo conobbero pensano sia stato un santo.”
(Thomas Merton)
“Ciò che pensiamo di sapere già, ci impedisce di imparare cose nuove.” Citano Claude Bernard, medico e biologo dell’800, gli autori di questo libro, 101 domande sull’impresa cooperativa, che vuole spiegare, con chiarezza e precisione, cosa è una cooperativa.
Perché se è vero che le cooperative sono tante e tantissimi i cooperatori, è altrettanto vero che la cultura cooperativa è scarsa e i giudizi sbagliati e i pregiudizi in circolazione nel nostro Paese molti.
“In questi quattro anni ho ascoltato le storie di circa trecento migranti: storie vere, lunghe, brevi, terribili, divertenti, piene di disperazione e piene di speranza, storie a volte inventate per nascondere storie ancora più tremende …
In questi quattro anni di racconti, dialoghi, pianti, risate e litigi, le persone a cui appartenevano quelle storie sono diventate in qualche modo la mia gente. Ci lavoravo di giorno, li sognavo di notte …” (Angela Tognolini)
“Il futuro dei popoli, l’unico possibile, è senza false frontiere e la gente ha voglia di fratellanza.
Il sottotitolo di questo libro è ‘voglia di fratellanza’. L’ho scelto perché racconto dei fatti che fanno capire le situazioni, cosa la gente sta vivendo e come vorrebbe cambiare per sentirsi meglio in mezzo agli altri e più a proprio agio con gente diversa”.
Un libro che bisogna leggere per capire cosa succede ai profughi in Libia.
Alpha Kaba, 32 anni, faceva il giornalista nella Guinea Conakry.
Ora fa il giornalista in Francia.
Ma tra i due momenti ha vissuto l’inferno. In Libia. E in mare.
«Monsignor Romero pronunciò la sua ultima omelia il 24 marzo 1980 nella cappella dell’ospedale della Divina Provvidenza, davanti ai malati di cancro.
Nel “piccolo ospedale” era solito preparare le sue omelie domenicali basandosi su libri di teologia biblica, relazioni sulle violazioni dei diritti umani e ogni altra fonte riguardante la povertà del popolo.