Meravigliosi pacifisti russi! Arrestati, malmenati, rischiano 15 anni di galera

Mosca, domenica 13 marzo 2022, pacifista russo arrestato (VIDEO repubblica.it)
Mosca, domenica 13 marzo 2022, pacifista russo arrestato (VIDEO repubblica.it)
Ucraina, criminali bombardamenti delle abitazioni civili da parte dell’esercito russo.
© Daphne ROUSSEAU / AFP
La feroce aggressione di Putin alle città ucraine non ammette neutralità, silenzi, equidistanze. Questa non è la guerra tra Putin e la Nato, ma la criminale guerra di aggressione di Putin al popolo ucraino, martoriato, massacrato, costretto a cercare di fuggire dalle proprie case. Nessuna vigliaccheria: si sta con gli aggrediti contro l’aggressore. Ce lo insegna da sempre Gandhi: La nonviolenza non è mai neutralità, passività, viltà.
Pacifiste malmenate a San Pietroburgo.
Il direttore dimissionario del Bolscioi Tugan Sokhiev.
Il direttore del Teatro Bolshoi di Mosca, Tugan Sokhiev, si è dimesso con effetto immediato per protesta contro l’invasione dell’Ucraina e le costrizioni alle quali avrebbe dovuto sottostare nelle scelte musicali.
M. K. Gandhi
Di fronte all’invasione criminale dell’Ucraina da parte dell’esercito russo non ci può essere nessuna neutralità, nessuna passività, nessuna viltà. La persona nonviolenta si schiera sempre con chi è aggredito e resiste all’aggressione. Circola un’idea di nonviolenza come rassegnata contemplazione del crimine. Come equidistanza. Come vaga predica di pace mentre l’aggressore invade e massacra. Questa non è nonviolenza. Questa è vigliaccheria e non ha posto nel pensiero nonviolento di Gandhi. La nonviolenza è sempre resistenza all’aggressione e all’oppressione. Dando la propria vita, non chiedendo che la diano gli altri, mentre noi ce ne stiamo tranquilli davanti alla televisione. Ecco una scelta di brani tratti dagli scritti di Gandhi. Intanto le bombe, i carri armati e i missili di Putin uccidono donne e bambini ucraini. E centinaia di migliaia di profughi fuggono. Un crimine contro l’umanità.
Da notizie.it
Ragazza russa protesta contro la guerra a Ekaterinburg. Secondo l’ong Ovd-info è stata arrestata.
Da corriere.it
Pacifista russa arrestata (da ladige.it)
Coraggiosi pacifisti protestano contro la guerra a Minsk, Bielorussia (da www.ilfattoquotidiano.it)
L’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo.
Chi è per la pace tra i popoli prova solo disgusto, orrore e dolore di fronte all’invasione militare dell’Ucraina da parte dell’esercito russo che sta provocando distruzioni, morti, profughi.
Siamo solidali con il popolo ucraino aggredito da una potenza straniera e dobbiamo aiutarlo in questo drammatico momento.
Cartello: “Nessuno vuole la guerra, tranne Putin”. Pacifisti in piazza a San Pietroburgo il 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione dell’Ucraina (Reuters – da Avvenire)
In almeno 50 città russe ci sono state manifestazioni contro la guerra il 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito di Putin. Questi sì sono dei veri pacifisti! Secondo le Nazioni Unite almeno 1800 manifestanti sono stati arrestati dalla polizia. A loro tutta la nostra solidarietà e ammirazione. Un esempio magnifico di resistenza e di opposizione alla guerra. L’esangue e cadaverico pacifismo italiano ha da imparare.
Dmitri Muratov, premio Nobel per la pace 2021.
« I potenti promuovono attivamente l’idea della guerra. Il marketing aggressivo della guerra influenza le persone ed esse cominciano a pensare che la guerra è accettabile.
… Nelle teste di alcuni pazzi geopolitici, una guerra tra Russia e Ucraina non è più qualcosa di impossibile. Ma io so che le guerre finiscono con l’identificazione dei cadaveri dei soldati e lo scambio di prigionieri. » (10 dicembre 2021)
Dmitry Muratov, dal discorso per il Nobel, qui pubblicato integralmente. Un discorso lucido e drammatico.
“La dottrina di Cristo è un sogno? Ma non è un sogno che la vita di uomini, nel cui animo pur albergano pietà e amore reciproco, sia trascorsa e trascorra tuttora per alcuni nell’organizzare un complesso di roghi, scudisciate, supplizi della ruota, sferzate, narici a brandelli, torture, ceppi, galere, forche, fucilazioni, segregazioni in cella, prigioni per donne e bambini, nell’organizzare massacri per decine di migliaia di uomini in guerra, nell’organizzare periodiche rivoluzioni e atti terroristici …
Basta capire la dottrina di Cristo per capire che il mondo, non quello dato da Dio per la gioia dell’uomo, ma il mondo organizzato dagli uomini per la propria rovina, è un sogno, un sogno dei più assurdi e orrendi, il vaneggiamento di un folle…”.
Lev N. Tolstoj, La mia fede, 1884
Paolo Bergamaschi all’incontro di Rovereto del 9 febbraio 2022. Con lui Beatrice Taddei Saltini e Vincenzo Passerini. Il pubblico ha riempito la sala.
Da Rovereto viene rilanciata una lettera aperta alle istituzioni nazionali e internazionali a partire dal confronto emerso dall’incontro “La crisi in Ucraina, tra venti di guerra e diplomazie” che si è tenuto mercoledì 9 febbraio presso la Sala conferenze Caritro.
Paolo Bergamaschi (a sinistra) e David Sassoli, presidente del Parlamento europeo recentemente scomparso.
Mercoledì 9 febbraio 2022 alle 20.30 presso la sala Caritro di piazza Rosmini a Rovereto si svolgerà un incontro sul tema “La crisi in Ucraina tra venti di guerra e diplomazie”. Relatore sarà Paolo Bergamaschi. Introdurranno Beatrice Taddei Saltini e Vincenzo Passerini. Organizzano varie associazioni e gruppi. Un importante momento di informazione e confronto su questa drammatica e pericolosissima crisi con un grande esperto d’Europa e attivista del movimento eco-pacifista.
La tragedia senza fine dell’Afghanistan non è un film di buoni e cattivi. I buoni e i cattivi spesso si scambiano i ruoli.
Solo le vittime sono sempre le stesse: bambini, donne, innocenti bombardati, uccisi, imprigionati, perseguitati, affamati, profughi. Che vengono magari lasciati morire in mare, rifiutati, calpestati, espulsi in nome dei valori della civiltà occidentale. Quanta ipocrisia intorno alla parola “Occidente”.
Gino Strada accanto a uno dei moltissimi bambini che ha assistito e curato in tanti Paesi di guerra.
Gino Strada, chirurgo di guerra e fondatore di Emergency, ci ha lasciato il 13 agosto 2021 dopo aver dedicato tutta la vita alle vittime di guerra e alla battaglia contro ogni guerra.
L’Afghanistan è stato uno dei primi Paesi ai quali Gino Strada ha dedicato tutto se stesso, la sua professione, la sua generosità, la sua grande umanità.
Kabul, bombardamento (foto repubblica.it)
Solo i disinformati si sorpendono di quanto sta accadendo in Afghanistan, della vittoria dei talebani e del fallimento della guerra. Un fallimento da anni sotto gli occhi di tutti e di cui gli americani da tempo hanno preso atto aprendo le trattavive con i talebani e lasciando il paese.
Nato con la legge provinciale 10 giugno 1991, n.11 “Promozione e diffusione della cultura della pace”, il Forum trentino per la pace e i diritti umani celebra il trentesimo compleanno con la rassegna “Eppure il vento soffia ancora. Trent’anni di impegno per una pace sostenibile”.
Giuseppe Dossetti
Due ali di folla accolgono i pacifisti italiani a Butembo. Poi la folla si riversa dalla gioia su di loro. (Foto Beati i costruttori di pace)
Fu impressionante. Era tale la stanchezza di guerra, di morti, di distruzioni e la speranza di pace che l’intera città di Butembo, nella provincia del Nord Kivu, là dove è stato ucciso l’ambasciatore Attanasio, ci accolse con una gioia immensa, ci sommerse di abbracci e di strette di mano, di canti, di suoni e di danze.
100 mila persone ad accogliere 300 pacifisti italiani, impolverati e sfiniti dal lungo viaggio. Indescrivibile.
Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace:
LA CULTURA DELLA CURA COME PERCORSO DI PACE
Pagina speciale: CONTRO LA GUERRA
Josef Mayr-Nusser con la moglie Hildegard e il figlio Albert nato nel 1944.
“Josef Mayr-Nusser è stato il primo obiettore di coscienza, cattolico, nel nostro Paese … Il suo gesto, come quello di Tommaso Moro, che aveva letto e amava, e come quello di Franz Jägerstätter, rappresenta il riscatto delle paure di tanti cristiani, anche buoni, ma rassegnati di fronte al fascismo e al nazismo.”
Paolo Giuntella
(citato da Francesco Comina in L’uomo che disse no a Hitler. Josef Mayr-Nusser, un eroe solitario, Il Margine 2014, p. 127).
Domenica 27 dicembre 2020 alle 23.50 su Rai Storia (canale 54 del digitale terrestre) va in onda il docufilm “Josef Mayr-Nusser. Testimonianza di fede e di coraggio“.
Vai alla pagina speciale Josef Mayr-Nusser.
Il grande lascito etico e politico di Alexander Langer non sta solo nelle sue idee e nelle sue battaglie, spesso anticonformiste e profetiche.
Ma anche nella sua capacità di rivederle alla luce della realtà.
I pacifisti avevano ragione, i guerrafondai torto. I veri realisti erano quelli che si opponevano alla guerra, dicendo che avrebbe aggravato i problemi. Gli illusi, i “sognatori”, erano quelli che la volevano, dicendo che i problemi li avrebbe risolti. Il disastro umano e politico della guerra degli Stati Uniti e dell’Occidente all’Afghanistan è sotto gli occhi di tutti. Uno spaventoso fallimento. Col suo strascico impressionante di morti, feriti, profughi e poi di nuove guerre, nuovi morti, nuovi feriti, nuovi profughi, a milioni, nei Paesi limitrofi del Vicino Oriente.
Franz Jägerstätter
Nel paesino austriaco di St Radegund, in Alta Austria, nel distretto di Braunau, domani si ricorderà un grandissimo uomo, il contadino Franz Jägerstätter.
Contro la legge e contro tutti, fece ciò che la sua coscienza gli imponeva: convinto che la guerra nazista fosse incompatibile con il Vangelo, rifiutò l’arruolamento nella Wermacht e il 9 agosto 1943 fu decapitato nel carcere di Berlino Tegel.
Lasciò la moglie, Franziska, e tre figliolette, la più grande di sei anni.
Bruna Bianchi
La prima guerra mondiale fu uno spaventoso massacro, come si è ricordato in questi giorni, a Parigi come a Trento, a cento anni dalla sua fine.
I soldati morti furono 10 milioni, i civili morti 7 milioni, secondo stime attendibili. Milioni furono i feriti e gli invalidi, 10 milioni i profughi.
Da alcuni decenni padre Alex Zanotelli, che di anni ne ha 78, è la prova vivente che la religione, se vuole, non è l’oppio dei popoli.
La sua parola è totalmente libera, appassionata, implacabile. Quando diventa di denuncia non guarda in faccia a nessuno.